Visualizzazione post con etichetta cronaca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cronaca. Mostra tutti i post

martedì 21 aprile 2009

Prevenire è meglio...

L'esperienza tragica de L'Aquila ci ha sbattuto in faccia per l'ennesima volta le lacune organizzative e logistiche italiane, oltre che a magagne di altro tipo. Io subito dopo il terremoto ho deciso di partire con la Croce Rossa per dare una mano. Mi sono reso conto di quanto gli aiuti mancassero di coordinamento e pianificazione. Senza farla lunga su cosa è funzionato e cosa no, ho pensato che per evitare che tragedie come queste possano ripetersi con tale portata, ogni comune d'Italia (ed in primis anche Protezione Civile e Croce Rossa, ma questo va aldilà del mio intervento qui) dovrebbe pianificare 4 strategie in caso di altrettanti possibili calamità:


1- emergenza terremoti,
2- emergenza alluvioni,
3 -emergenza incendi,
4- emergenza neve.


Queste sono le cose di cui mi sono reso conto ci lamentiamo con periodica puntualità e alle quali ci facciamo trovare spesso impreparati.Basterebbe che ogni comune:
1. predisponesse dei punti di raccolta e delle aree attrezzate con possibilità di applicare tendopoli allacciabili facilmente ed in sicurezza a fognature, servizi idrici e corrente elettrica, facilmente identificabili e raggiungibili.


2. identificasse le aree e gli edifici a rischio e nei limiti del possibile bonificasse tali aree e riconsolidasse tali edifici ( per esempio torrenti o greti dai quali in caso di forti piogge può giungere un pericolo, metterli in sicurezza, ripulirli, incanalarli, mettere argini,ecc...; così come per le aree boschive vicino le città ed i paesi, prevedere dei corridoi privi di alberi ed arbusti dai quali il fuoco possa non propagarsi e nei quali sia possibile accedere a idranti e sia possibile fare accedere mezzi di soccorso).


3. Predisporre di un piano di arruolamento rapido di personale di soccorso volontario e non, con un metodo di reperibilità, da concordare con gli enti locali di polizia, vigili del fuoco, croce rossa e protezione civile, da aggiornare ad ogni trimestre e organizzare tramite l'ospedale di zona un piano di gestione in caso di emergenza.

4. Predisporre ancora una lista dei mezzi e dei materiali utili e subito disponibili (autobotti, escavatori, picconi, elmetti, coperte, acqua, sale, disinfettanti, ecc...)

5. fare un censimento dei mezzi necessari per spargere sale e spazzare le strade e fare una mappa dei punti strategici della città, un piano del personale utilizzabile a tal fine ed eventualmente una lista di persone da arruolare, per fare in modo che alle prime avvisaglie di nevicata possa mettersi in moto un'organizzazione che faccia avere il piacere della neve a tutti, senza disagi. Mettere dei contenitori in ogni strada con brecciolino e sale da poter spargere in qualsiasi momento.

6. Mettere in sicurezza obbligatoria tutti gli edifici pubblici e fare esercitazioni di evacuazione almeno due volte l'anno nelle scuole e nei luoghi di lavoro.


Ogni comune che abbia un piano protocollato per far fronte ad ognuno dei singoli eventi, sarebbe comune virtuoso e magari si potrebbe incentivare tale politica con dei finanziamenti sulle opere da realizzare o con degli sgravi.

mercoledì 17 dicembre 2008

L'inverno comincia con tanta, tanta neve!

Da giorni ormai una bassa pressione centrata sul Mediterraneo con matrice di aria artica marittima, molto instabile prima e di origine Atlantica dopo, hanno portato un carico di pioggia e soprattutto neve sulle alpi come non si vedeva da alcuni decenni. Alcune statistiche dicono che dagli anni '30 non si vedevano accumuli nevosi di questa portata sulle Alpi.
L'arco alpino a tutte le sue latitudini ha visto apporti nevosi, maggiori ad ovest. La neve spesso è comparsa anche abbondante in pianura dal 24 di novemre ad oggi. Sul Nord-Ovest ci sono state città di pianura con copertura nevosa per 3 settimane continue. Un record per il periodo dell'anno.



Oltre i 1000m di quota sulle Alpi piemontesi e Valdaostane, lombarde e ticinesi sono caduti oltre 150 cm di neve in una settimana che si sommano ai 100 cm della settimana prima.



Più ad est in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli gli apporti sono più contenuti, ma comunque notevoli. Si parla comunque di un accumulo totale oltre i 1500m di circa 150 cm. Quindi, mai come quest'anno si potrà a buon ragione prevedere a parte una buona stagione per gli impianti sciistici, ma quello che più è importante ad un buonissimo apporto idrico per i bacini idrici di tutto il nord Italia.
Ovviamente tutto questo coincide con un alto rischio valanghe, che si aggira su tutte le alpi italiane tra il 4 ed il 5, cioè i gradi più pericolosi.



Anche l'Appennino comunque non è da meno, visto che pure qui alle quote superiori ai 1500 m si parla di accumuli che variano dai 50 ai 70 cm circa, a seconda delle zone, almeno fin sulla Sila.



E il freddo, quello vero ancora deve arrivare, infatti queste perturbazioni giungevano da nord-ovest, quindi dall'Atlantico, che notoriamente non è portatore di grande freddo, ma come avrete intuito e saprete forse, è foriero di grosse piogge (neve per le Alpi). Il vero freddo, quello che porta le nevicate sulla fascia Adriatica e le temperature sotto zero un pò ovunque, si prevede arriverà, speriamo, per Natale. Sarà forse Babbo Natale che scende dalla Lapponia che se lo porterà dietro? Staremo a vedere.


Ciao a tutti.
foto 1: Limone Piemonte in provincia di Cuneo (fonte meteogiornale)
foto 2: Forni di Sopra in provincia di Udine (webcam)
fote 3: Ovindoli in provincia de L'Aquila (webcam)
Tutte e tre le foto sono del 17 dicembre e rispecchiano la situazione appena descritta di grandi apporti nevosi in tutta Italia. Da notare che tutte e tre le località sono ad un'altezza di circa 1000m i primi 2 e circa 1300 m il comune abruzzese.

sabato 12 aprile 2008

Terremoto ai Castelli Romani

Tratto dal sito ingv.it delll'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia:

Il terremoto odierno e’ accaduto a NW dell’edificio vulcanico dei Colli Albani, a circa 15 km dal centro di quest’ultimo. I Colli Albani sono caratterizzati da una intensa sismicita’ a sciame anche in anni relativamente recenti (1989-90), con alcune scosse con magnitudo massime intorno a 4, paragonabili a quella di oggi, ed un elevato numero di terremoti di piu piccola magnitudo. Tutti gli eventi dello sciame del 1989-90 erano estremamente superficiali, mentre la profondita’ del terremoto odierno risulta piu’ elevata. Altri eventi importanti dell’area dei Castelli Romani, oltre alla sequenza del 1989-90, sono quelli del 1806 e 1927 (Nemi), e del 1987.
L’attività sismica in atto è continuamente monitorata dalla Rete Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
L’evento e’ stato seguito da una replica registrata alle ore 7:58 (magnitudo 2.2), con le stesse coordinate ipocentrali

Io confermo quanto scritto (l'ho sentito bene!!!). In ogni caso non risultano esserci stati danni a cose e persone.

domenica 30 marzo 2008

Bandiera di solidarietà a favore del Tibet, issata a Bolzano da Reinhold Messner

Ieri in segno di solidarietà l'alpinista Reinhold Messner ha fissato una bandiera del Tibet di 70 metri quadri a Castel Firmiano alle porte di Bolzano, in segno di solidarietà per il popolo tibetano. Con lui c'è Uschi Schnitzer, un'attivista bavarese che ha portato a Bolzano la bandiera tibetana dipinta dai bambini fuggiti dal Tibet a Dharamsala (in India dove vive in esilio anche il Dalai Lama assieme ad una numerosa colonia di rifugiati).
L'esploratore ed alpinista, da alcuni anni promotore di un progetto culturale di musei montani (Messner Mountain Museum) in Sud Tirolo, che hanno come tema le montagne e le culture delle popolazioni che ha avuto modo di scoprire e di cui ha raccolto numeroso materiale nei suoi innumerevoli viaggi e spedizioni.
Reinhold Messner ha dichiarato che l'esposizione della bandiera, pur non avendo alcun potere di far cambiare la situazione politica e di oppressione sul popolo tibetano, vuole rappresentare la solidarietà e la tolleranza.
Messner da anni collabora assieme al Dalai Lama per un Tibet autonomo. Si dice inoltre contrario al boicottaggio delle Olimpiadi, perché i funzionari sportivi hanno grosse responsabilità e possono fare pressioni sul Governo cinese.

venerdì 8 febbraio 2008

Anche il Parco nazionale d'Abruzzo aderisce a m'illumino di meno

Un articolo uscito sul quotidiano "il Centro" e che la brava Sefora ha subito riportato sul suo blog "Mamma Terra", ha riportato la notizia che il Parco Nazionale D'Abruzzo spegnerà le luci venerdì 15 febbraio, per l'adesione a "m'illumino di meno", promossa dalla trasmissione radiofonica "caterpillar" per il quarto anno consecutivo, che propone lo spegnimento di tutte le luci e degli elettrodomestici per quella data dalle 18 ale 19:30. Molti enti e molte persone semplici si sono impegnate in questo gesto, così come molti comuni, grandi o piccoliaderiranno. Tra gli altri il comune di Roma, il ministero dell'ambiente, il Senato, molte ambasciate. Ma anche oltralpe si sono avute adesioni. Londra e Parigi si spegneranno così come le luci che illuminano il Partenone ad Atene!
Per cui aderite, mi raccomando.
Illuminate la coscienza, spenete la luce!

venerdì 1 febbraio 2008

Austria: uccidere gli orsi si può!!!

Il parlamento tirolese in Austria, ieri ha deciso di approvare una legge per la quale è possibile abbattere gli orsi che dall'Alto Adige sconfineranno fin verso il loro territorio.
Credo che questa legge sia immorale ed ingiusta anche nei confronti delle specie protette in primo luogo e nei confronti dell'Italia in secondo luogo. Infatti il nostro paese da anni lavora per la ripopolazione di questi animali, che ricordo sono in via di estinzione. Loro parlano di sicurezza per le persone, ma in Abruzzo da anni si "convive pacificamente" tra orsi e cittadini dei paesi nel parco nazionale d'Abruzzo, dove anzi la loro presenza è diventata fonte di guadagno per quelle popolazioni.
Spero che vengano prese iniziative a tal proposito. Alcune associazioni ambientaliste e molte persone comuni si sono già mobilitate per evitare che si ripeti il delitto commeso lo scorso anno nei confronti di "Bruno", l'orso che era sconfinato in Baviera e che è stato ucciso legalmente da un cacciatore incaricato dal governatore bavarese. Io stesso su questo blog proporrò iniziative, in sinergia con il blog dell'orso bruno, per tentare di fermare questa legge.
Si accettano proposte su come intervenire e mobilitarci.
Ciao e a presto.
Emiliano

mercoledì 31 ottobre 2007

I sergenti.

Oggi esco un pò fuori dal tema del mio blog. Ma il bello di avere un blog è quello di poter esprimere emozioni e sensazioni. E le emozioni sono quelle che ieri sera mi ha trasmesso Marco Paolini nella sua rappresentazione teatrale "il sergente",tratto dal racconto di Mario Rigoni Stern "il sergente nella neve" che racconta della ritirata drammatica dei nostri soldati dalla campagna di Russia nell'inverno 1943, durante la seconda guerra mondiale.
Ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il suo spettacolo, andato in onda in diretta su la7, nella suggestiva cornice della cava Arcari di Zovencedo, sui Colli Berici vicino Vicenza! Il tempo e l'atmosfera erano adatte al tema dello spettacolo. Pioggia battente, vento freddo, nebbia ed una lunga passeggiata nel bosco al buio, illuminato dalle torce portatili, in un sentiero reso una poltiglia di fango grigiastro dalla pioggia. Tutto intorno il rumore della pioggia e i profili delle colline e più in là le luci dei paesi del vicentino a fondo valle.
Giunti alla cava siamo stati accolti da una tazza di vino caldo e da croste di pane bruscato e parmigiano. La cava, scavata nella roccia arenaria, è stata lavorata in un periodo precedente a quello delle macchine e delle concezioni attuali, per cui ha un aspetto irregolare, con colonne di pietra rigate che si alzano fino al "soffitto" calcareo, imponenti con luce irregolare, diametri irregolari, che davano l'aspetto di un tempio preistorico al palcoscenico allestito lì. E poi l'acqua. Tutta la cava è un serbatoio di acqua verde che prende i riflessi della roccia. E la si sente scorrere tutto intorno. La si sentiva correre, incanalarsi e sgorgare nel bacino artificiale della cava.
Quindi tutti i preparativi per la diretta TV e poi l'arrivo di Mario Rigoni Stern, lui l'autore, ma prima di tutto il protagonista di questa triste avventura. L'applauso vero di tutto il pubblico, quindi l'abbraccio con l'attore, Paolini. Poi le spiegazioni e infine la diretta. 2 ore incolati sulle panche a bocca aperta, nonostante la scomodità, nonostante il freddo, nonostante la pioggia, tutti impassibili ad ascoltare una storia di altri tempi, in cui le guerre si facevano corpo a corpo, in cui i ragazzi di 20 anni invece di pensare a divertirsi e a rimorchiare, erano spediti in culo al mondo a sparare alla gente per non finire ammazzati. E quelli che non finivano vittima dei proiettili, li finiva il freddo e la fame della steppa russa. Ed anche quelli che sono tornati, come potranno mai aver condotto una vita normale. Dopo quello che hanno visto, dopo quello che hanno subito, dopo quello che hanno fatto! Dopo esser partiti lasciando un paese normale, in pace e ritornati in un paese, distrutto dalla guerra. Sempre loro hanno dovuto prendere e rimboccarsi le maniche ancora una volta e ritirarlo su. Ridargli una dignità, una governabilità, una costituzione! Dopo tutto questo ridargli una civiltà e portarcelo oggi a noi così come lo vediamo. A loro. A questi vecchietti, che sembra siano stati vecchi sempre e sembra non capiscano più il mondo in cui vivono, alla loro generazione distrutta per sempre dalla follia, a loro che non hanno avuto la libertà di essere giovani allora e che non hanno la liberà della loro vecchiaia adesso, a loro rinchiusi nei campi di concentramento a combatter con i russi allora, rinchiusi oggi negli ospizi a combattere con le badanti russe oggi, in una società che non li riconosce più, che non gli riconosce il valore di quello che hanno fatto, a tutti questi piccoli eroi che ci passano sotto gli occhi ogni giorno va il mio grazie ed il mio pensiero.
Emiliano.

lunedì 8 ottobre 2007

Fondi stanziati per la stazione sciistica di Monte Livata. Contrario il WWF Lazio

I Monti Simbruini nel Lazio vedranno presto il rilancio del territorio ai fini turistici. In particolare il programma, presentato alla direzione regionale Ambiente, prevede un investimento di 900mila euro sul recupero della stazione sciistica di Monte Livata. Altri 500mila euro saranno invece investiti per il recupero della fauna selvatica del parco, mentre altri 500mila euro saranno destinati a sopperire alle carenze idriche estive dei comuni ricadenti nel territorio protetto.

A questo finanziamento fa eco Raniero Maggini, Presidente del WWF Lazio che invece esprime riserve sui lavori per la stazione sciistica di Monte Livata (che è a quote non molto alte tra i 1400 e i 1800m, non proprio il massimo visti anche gli inverni tutt'altro che nevosi che si sono susseguiti in questi ultimi anni) :“Da quanto affermato dall’Assessore Rodano si capisce che lo stesso Comune di Subiaco non è stato in grado di presentare alcun progetto finanziabile alla Regione Lazio, per cui i fondi che si vorrebbero salvare dalla perenzione appaiono viceversa destinati a svanire. Questo sottolinea che le passate dichiarazioni del WWF circa la necessità di ‘decostruire Livata’ come invece stanno facendo i francesi sulle Alpi, fra l’altro in situazioni altimetriche e climatiche potenzialmente più favorevoli allo sci da discesa, non era certo una boutade”.“Quanto alle dichiarazioni del Presidente Memeo - conclude il Presidente del WWF Lazio – torniamo a chiederci come possa un Ente Parco, cui compete ad esempio l’emanazione dei nullaosta relativi alle opere da compiere a Monte Livata, diventare azionista o proprietario di impianti di risalita nella stessa località! L’esperienza grottesca dell’adesione al Consorzio Campo Staffi, voluta dal Commissario Abbate (nell’ambito della scorsa legislatura regionale) e che sta costando fior di quattrini all’Ente montano, dovrebbe avere insegnato al neo Presidente del Parco quali sono gli esiti del tutto negativi -oltre che di dubbia legittimità - di operazioni del genere”.





Intanto riporto una dichiarazione scritta molto polemica in merito all'abbandono delle istituzioni locali degli impianti sciistici di un responsabile del sito internet di Monte Livata:

"Alcuni giorni fa vi è stato un incontro tra cariche e rappresentanti di pubbliche e private amministrazioni per valutare la possibile apertura degli impianti scioviari di Livata la prossima stagione. Come tutti sapete, quel tipo di attrezzature è vincolato ad una scadenza fissa nel tempo, dopo di che è necessaria la loro sostituzione. I trenta anni di vita di Monna sono scoccati da due anni ed è tempo di rinnovo, a prescindere dalle condizioni dell'impianto stesso. Considerando l'abbandono e il "menefreghismo" che da anni aleggia sulla nostra montagna si è arrivati al capolinea senza aver mosso nulla. Lo scorso inverno avete potuto girare sullo skilift grazie ad una proroga, mentre per quello che si approssima si faceva leva su un'ulteriore prolungamento, reso possibile da un eventuale progeto di rinnovo approvato e finanziato, il quale fungeva da "tempi supplementari". Si arriva a fine settembre e si scopre che ...oops!..non c'è niente! Soprattutto il famoso finanziamento di due milioni di euro sembra non esistere, cosa che complica seriamente la proroga da parte della ministero della motorizzazione.Personalmente, senza entrare in discussioni da bar o polemiche con cui potrei riempire una lunghissima pagina(tipo : la 2001?...il comune che fa?....la regione?....il parco che blocca tutto e sempre?..i soldi per la slittinovia?...i politici di tutte le razze?) mi chiedo solo una cosa: PER QUALE MOTIVO, CONSAPEVOLI DI UN PROBLEMA, NON SI CERCA DI EVIDENZIARLO E RISOLVERLO CON TEMPO ANZICHE' ARRIVARE AD OTTOBRE? COLPA DI TUTTI!!!!! Tutto questo non conferma che non scieremo a Livata quest'inverno, ma un bel problema c'è da tempo e quello per risolverlo è poco.La soluzione è fare degli interventi straordinari di costo notevolmente inferiore alla sostituzione, e poi.... tutti a ringraziare qualcuno che ha parlato con qualcun'altro che ha messo buona parola con tizio, per farsi dare il benestare da caio! Intanto GRAZIE!!! (inizio a ringraziare anticipatamente il salvatore della patria di turno)"

Non vorrei che alla fine questa destinazione di fondi si rivelasse uno spreco di soldi per avviare lavori inutili (e magari per far ingrossare qualche portafogli) per il recupero di una stazione ormai poco frequentata e con un futuro non proprio roseo viste le proiezioni climatiche future!


Anche le risorse di 500 mila euro sulle forniture di acqua per i comuni interessati da siccità estiva vorrei capire come verranno spesi e per quali opere. Magari si potrebbe risparmiare invece semplicemente evitando di sprecare l'acqua degli invasi in inverno per sparare neve sulle piste ?! In questa storia sono solidale sia con il WWF che è giustamente preoccupato per un possibile deturpamento ambientale in una zona faunisticamente delicata come quella dei Simbruini, sia con i gestori degli impianti che vivendo di turismo hanno tutte le ragioni di richiedere entro i termini stabiliti dalle leggi che chi fa applicare e rispettare le leggi non abbandoni poi chi di quelle montagne ci vive e magari le cura perchè non vengano abbandonate!

mercoledì 5 settembre 2007

Torcia al plasma in Marsica?

Pubblico questa lettera, inviatami da una lettrice del blog di Avezzano, che mi avvisa del progetto in atto nella Marsica di costruire un impianto di smaltimento dei rifiuti cosiddetto "Torcia al plasma". E' importante essere informati in questo campo perchè lo smaltimento di rifiuti con emissioni di micro polveri, checche se ne dica, rilascia fumi che in un modo o nell'altro interagiscono con il nostro organismo (e questo lo dico da medico!).
Esprimo quindi il mio sentito scetticismo sulle dichiarazioni rassicuranti che spesso non vengono da una base di documentazioni scientifiche sufficienti.


"Ciao a tutti,voglio condividere con voi quello che sta accadendo nella mia bellissima Marsica, zona situata nel cuore dell'Abruzzo, a confine con aree protette come il Parco Nazionale di Abruzzo e Molise, riserva naturale del Salviano e Parco Sirente-Velino.La fondazione MIRROR, creata da MICRON TECHNOLGY, ha chiesto al comune di Luco dei Marsi (l'Aquila) l'approvazione del seguente progetto:"Sistema integrato di servizi eco compatibili" comprensivo di 4 impianti tra cui un sistema di smaltimento dei rifiuti con torcia al plasma. Il tutto peruna estensione di 400 000 mq.Cos'è un impianto di torcia al plasma?Si tratta di una tecnologia innovativa e relativamente pulita, se paragonata ai vecchi e, ormai obsoleti, impianti di smaltimento dei rifiuti. Rispettoad un classico inceneritore, questo impianto utilizza un processo in cui grazie al plasma, ovvero un gas ionizzato che ha la caratteristica di condurre elettricità, i materiali vengono scomposti e ridotti a molecole più semplici e inerti. Le temperature elevate a cui l'impianto lavora eliminandola possibile immissione di sostanze altamente nocive come la diossina, i furani e per quanto riguarda i metalli pesanti, questi vengono vetrificati e smaltiti in altro modo. È da aggiungere ancora che tutto questo processo ci consente di recuperare energia. Ottima cosa vero? Peccato che la storia non ci venga raccontata tutta.Nonostante tutte le belle chiacchiere, rimane il fatto che questi impianti producono fumi che vengono immessi nell'aria e per quanto puliti o innocui possano essere, non è da escludere che le molecole contenute negli stessi possano ricombinarsi con gli elementi e i gas già presenti in atmosfera,innescando reazioni chimiche che possono dar luogo a quello che tecnicamente viene definito inquinamento indiretto. Purtroppo essendo impianti di nuova generazione, non esistono ancora studi scientifici e medici volti a capire quali saranno le reali conseguenze di questi processi di trasformazione.Cari Nonni ricordate quando negli anni '50 venne messo in commercio il DDT?Che grande scoperta fu, ma poi cosa è successo? A distanza di 30 anni questo composto chimico, tanto utile e miracoloso, si è rivelato in realtà una combinazione letale per la salute dell'uomo. Con l'impianto della torcia al plasma succederà lo stesso. Qui si pretende che la Marsica faccia da cavia ai "signori" delle grandi multinazionali. Secondo studi, confermati dal nostro illustre Prof. Francesco Recchia (oncologo), le elevate temperature acui l'impianto lavora fanno si che vengano immesse nell'atmosfera polveri talmente sottili (nanopolveri) che una volta entrate nell'organismo riescono ad attraversare le membrane cellulari e causare gravi danni come malformazioni fetali, gravi allergie e malattie del sangue. Cosa sarà del nostro Fucino? È giusto contribuire ulteriormente al suo degrado? Gli agricoltori non avrebbero più di che lavorare, poiché nessuno comprerebbe più prodotti "altamente inquinati". Teniamo presente che il sito in cui l'impianto dovrebbe sorgere rappresenta una ricchezza da un punto vista storico, non dimentichiamoci dei nostri "Cunicoli di Nerone" testimonianza del grande ingegno romano, o degli scavi archeologici situati nel comune di Luco dei Marsi. Consideriamo anche che la nostra è una zona sismicamente attiva...vi lascio immaginare quali potrebbero essere le conseguenze nel caso in cui si possa verificare un altro evento sismico di rilevante intensità. L'impianto in questione ha dimensioni talmente grandi da renderlo unico al modo, e diverrebbe centro di smistamento dei rifiuti nazionali, ma anche internazionali.Inoltre durante le mie ricerche, ho potuto constatare come impianti di torcia al plasma siano poco impattanti per la comunità, quando le loro dimensioni sono ridotte a qualche centinaio di metri quadri...nel nostro caso, invece parliamo di un impianto che avrà una estensione di 400.000 mq.Le motivazioni per dire di NO all'impianto sono molte ed elencarle tutte in questa mia lettera non è cosa semplice, tuttavia ognuno di voi le troverà e valuterà, ma è chiaro che la prima cosa che ognuno di noi ha a cuore è la salute (la mia zona presenta un elevata percentuale di casi di tumori,teniamo presente che qui abbiamo impianti della portata del Telespazio e la stessa Micron Technology). Quando si parla di progresso, si parla di un qualcosa che deve andare a beneficio dell'umanità. La Marsica è una Terra bella e forte e non dobbiamo permettere che per il benessere di pochi, venga compromesso il futuro nostro e dei nostri figli. Vi prego di sostenerci con ogni mezzo a vostra disposizione.

Ciao a tutti Sefora"

mercoledì 22 agosto 2007

Gli attori di Hollywood vogliono abitare sulle nostre montagne

Dilaga la mania lanciata da George Clooney di comprare mega ville nel nostro Paese. I vip di Hollywood sognano una casa in Italia e il prestigioso "Financial Times" consiglia L'Aquila o i borghi sul Gran Sasso.
Sono numerosi gli attori ed i registi americani che hanno acquistato o stanno cercando case in Italia.
Per loro infatti è ormai diventato di moda acquistare dimore da favola in Italia. Tom Cruise, per esempio, aver coronato il suo sogno di nozze con la bella Katie Holmes a Bracciano, ha da poco concluso una trattativa per l'acquisto di Villa Regina, splendida residenza sulle rive del lago comasco. Dimore sul lago anche per il magnate della Virgin Richard Branson e lo «squalo» dell'editoria Rupert Murdoch: secondo il quotidiano austriaco Die Presse i due si sono aggiudicati due ville a picco sul lago rispettivamente a Lenno e a Blevio. Eva Herzigova ha preferito Varigotti, ridente località ligure, mentre il premio Oscar Helen Mirren - riporta El Pais - ha scelto una masseria a Tiggiano, nel Leccese.
Ma la vera Italia, secondo il Times, è nel Lazio, che risulta, infatti, una delle regioni più richieste dalle star internazionali. L'attore Will Smith è rimasto incantato da un podere immerso nei boschi di ulivi ed eucalipti con vista mozzafiato sul castello Caetani nei pressi di Sermoneta, in provincia di Latina. Orlando Bloom, invece, è interessato ad una magnifica proprietà situata nell’area Giustiniana a nord di Roma. Preferisce invece il caratteristico litorale laziale lungo il parco del Circeo il regista di «Mission Impossible III», J. J. Abrams.
Tanti i vip compreranno casa anche in Toscana, vista l'apertura di un nuovo complesso privato per soci molto esclusivi a Palazzo Tornabuoni, a Firenze. Una prima offerta per uno dei trenta lussuosi appartamenti è stata lanciata dall'attrice Brooke Shields, amante dell'arte e della cucina toscana. Mentre chi vuole isolarsi dal glamour e dai riflettori, l'Abruzzo offre casali da ristrutturare. Il Financial Times consiglia L'Aquila o i paesini sul Gran Sasso.


Negli ultimi anni molti stranieri hanno comprato casali da ristrutturare in molte regioni italiane. Soprattutto sulle colline Toscane, Laziali, Abruzzasi e marchigiane. Proprio di questi giorni la notizia di un borgo medievale, sulle alpi Piemontesi, ristrutturato completamente nel corso degli anni da alcuni tedeschi, che gli hanno ridato luce e splendore.






Insomma, benvenuti gli stranieri!!!

lunedì 30 luglio 2007

Finalmente un breve respiro

In questi giorni di afa ed incendi, l'aria fresca che giungendo da nord sta dando luogo ai temporali e al calo delle temperature è bene accetta da tutti. Soprattutto dai boschi, martoriati dagli incendi e dalla siccità. Certamente un bel respiro per quanti sono impegnati nell'opera di spegnimento dei numerosi incendi. Sicuramente per i tanti coltivatori.
Purtroppo non tutto è perfetto e vista la notevole quantità del caldo degli ultimi giorni tali temporali saranno localmente molto violenti, con raffiche di vento e grandinate. Il che mette a rischio le piantaggioni ed i frutteti. Inoltre i temporali saranno sparsi e perlopiù confinati sulla dorsale appenninica e il meridione non dovrebbe essere raggiunto.
Ma vediamo nel dettaglio cosa aspettarsi. Una vasta depressione è presente sulla penisola Scandinava e porta su buona parte della Mittel Europa aria fredda ed instabile. L'Italia è colpita marginalmente da tale area, però l'indebolirsi dell'alta pressione delle Azzorre farà entrare questa aria fredda. Le regioni di nord-est sono quelle più esposte e già oggi ci sono stati violenti temporali e grandinate. Temporali lungo l'arco alpino e sulla pianura padano-veneta.
Le regioni centrali vedranno lo sviluppo di temporali soprattutto nelle zone appenniniche. Più colpite saranno le regioni Adriatiche, esposte alle correnti settentrionali.
Il sud sarà protetto dall'alta pressione ancora.
Ovunque ci sarà un calo delle temperature, più deciso nelle regioni del nord e centrali adriatiche.
Venti da nord-est moderati. Rinforzi in Adriatico.
Domani ancora instabilità pomeridiana sui rilievi del centro-nord, con possibili temporali associati.

martedì 24 luglio 2007

Ancora incendi. Precipita un Canadair vicino L'Aquila

Questi giorni stanno divampando numerosi gli incendi e si fa difficoltà a raccontarli tutti.
Già stamattina ci sono 8000 uomini, 1700 carri dei vigili del fuoco e 30 mezzi aerei in tutta Italia, impiegati nello spegnimento dei roghi.
Ieri mattina, in ritorno da Reggio Calabria in auto, ho potuto vederne decine, senza esagerare. La Calabria era letteralmente in fiamme da sud a nord! Dall'Aspromonte, passando per Sila e Pollino, era una lunga e triste catena di colonne di fumo, fiamme e vaste aree nere, incenerite, boschi compresi! Lungo l'autostrada erano presenti vasti roghi, a partenza spesso dai bordi dell'autostrada, il che significa che verosimilmente possa essere stata l'imprudenza di qualche automobilista fumatore a scatenare le fiamme! Ho visto Vigili del Fuoco a non finire, elicotteri e Canadair. Sembrava quasi una scena di guerra! E sono stato anche fortunato, perché sono riuscito a passare prima che chiudessero l'autostrada (che è stata chiusa fino a sera). Alla fine ieri sono stati 16 i roghi nella regione che hanno avuto bisogno dell'intervento aereo.
Sempre ieri sui Monti Ernici era visibile un largo fronte di fumo nei boschi sopra Piglio (FR). Stamattina un vasto incendio è segnalato nella zona dei Castelli Romani, vicino Castel Gandolfo. Sono in azione i Canadair.
Le altre regioni in cui si è dovuto ricorrere all'intervento dei Canadair sono state Sicilia (10 interventi), Sardegna (8 interventi), Lazio, Marche e Abruzzo e proprio qui ieri verso le 19 un Canadair della protezione civile è precipitato, per domare un incendio nella zona di Acciano (Aq). Improvvisamente si sono persi i contatti radio; pochi minuti dopo la notizia della caduta. Il pilota è deceduto, mentre il copilota è grave ed è ricoverato presso l'ospedale di L'Aquila. Cordoglio è stato espresso dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, mentre il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso è partito per l'Abruzzo per stare vicino al ferito e sincerarsi di quanto accaduto.
Ricordo a tutti i numeri utili per segnalare un incendio: il 1515 del corpo forestale dello stato e il 115 dei vigili del Fuoco.

lunedì 23 luglio 2007

Scala il Gran Sasso a 90 anni

Il 9 luglio scorso un simpatico ed arzillo vecchietto 90enne di Paci di Urbania (PU) ha scalato il Gran Sasso, accompagnato dagli amici dell’associazione Il Ghiro, Tale impresa è stata da Guinness dei Primati. E’ la prima volta, infatti, che un 90enne scala una montagna che arriva a quasi 3 mila metri di altitudine (2912m è il Corno Grande).
“Sono soddisfatto – ha commentato Paci con un po’ di fiatone raggiunta la vetta- non pensavo onestamente di riuscire nell’impresa, ho festeggiato al meglio il mio compleanno”.Anche se il novantesimo anno di età ricorre il prossimo 6 ottobre, Paci ha dovuto portare a termine l’impresa ieri causa le condizioni meteo presenti nel mese autunnale, che non avrebbero di certo permesso la scalata fino alla cima del Gran Sasso. “Prossima tappa il Vettore –prosegue - spero che con questo mio gesto i giovani rispettino di più l’ambiente e lo salvaguardino, senza dimenticarsi che lo sport è salute e che la tenacia e la costanza portano a tagliere importanti traguardi nella vita”. La giornata assolata, ha reso l'impresa più bella.

Paci è arrivato in vetta accolto anche da altri escursionisti, che saputo del record, gli si sono avvicinati stringendogli la mano e chiedendogli foto ricordo. “Non pensavo certo di diventare famoso compiendo questa impresa –prosegue Paci- mi ha fatto comunque piacere diventare celebre per così poso e ricevere attenzioni da tanti, come se fossi una star”.In piena forma fisica, ottimo stato di salute anche nell’ultimo tratto di arrampicata dove si è aiutato con le mani, Paci ha raggiunto la vetta verso le 13, impiegandoci circa 3 ore e una manciata di minuti. Al suo fianco la figlia e un gruppo di amici, molti dei quali esperti escursionisti, tutti componenti dell’associazione Il Ghiro di Urbania, impegnata da anni, con in testa il suo responsabile Nico Amatori, nel promuovere l’educazione ambientale e sensibilizzare i giovani al rispetto della natura. “Paci è un esempio per tutti –afferma Nico Amatori- il suo è un record che nelle Marche è forse diventato quotidianità, visto l’alto numero di ultra centenari, la loro forma fisica legata a uno stato di vita sana, accompagnata da buon cibo, aria pulita, ingredienti che rendono la nostra regione una delle più longeve d’Italia”.

Che dire? Tanti auguri e mille di queste altre imprese al simpatico temerario Piero Paci!
[immagine di repertorio]

giovedì 19 luglio 2007

Cadlo afoso ed incendi

Questi giorni di metà luglio si stanno facendo ricordare per le temperature record (ovunque sulla penisola i valori vanno dai 35 ai 40 °C), e per gli incendi che scoppiano ogni giorno. Solo nella zona a sud della provincia di Roma in questa settimana ce ne sono stati sui Colli Albani, ben 2 sui Prenestini ed un paio alle porte di Roma. Un incendio molto vasto ha interessato l'aquilano, nella zona di Capestrano, il fumo si è spinto su tutta la piana di Navelli fino oltre L'Aquila. Appiccato da piromani, ha interessato la valle per oltre quattro giorni ed bruciato diversi ettari di bosco e macchia.
Molto spesso, come in questo caso, gli incendi sono dovuti molto spesso ad imprudenze di chi appicca fuochi a sterpaglie oppure ad automobilisti che buttano fuori l'auto sigarette ancora accese, fino a piromani che possono avere interessi più svariati, dalla semplice mitomania ad un piano strategico ben mirato di sabotaggio di un territorio per interessi economici, o addirittura per estorsione, come riportato da recenti rapporti del Corpo Forestale dello Stato.

Per la cronaca meteo il tempo si manterrà caldo afoso nei prossimi giorni, con temperature oltre i 35°C un pò ovunque con picchi di 40°C soprattutto al sud. Continuerà il caldo opprimente anche in montagna sull'appennino abruzzese, dove in questi giorni infatti si sono registrate temperature inusuali come i 33°C di Campotosto a 1408 m, di oggi o i 31°C a Campo Imperatore a 1600m di ieri.

Da domani un pò di nuvoloni si alzeranno al pomeriggio lungo l'arco alpino, con temporali associati. Anche lungo la dorsale appenninica si avrà lo sviluppo di nubi con fenomeni modesti o assenti però. Consiglio pertanto a chi si volesse avventurare in escursioni di dare un'occhiata alle previsioni meteo e al cielo!