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lunedì 4 febbraio 2008

Mamma Terra: nasce il blog dedicato all'ambiente

Ciao. Vi propongo questo splendido blog, dedicato all'ambiente, alla natura ed alla Terra, dal nome inequivocabile "mamma terra". Il sito è ad opera di una ragazza, Sefora, esperta in materia di ambiente e molto sensibile ai suoi aspetti. Già famosa per la sua campagna contro la costruzione di una torcia al plasma nella Marsica, è impegnata in tutte le campagne che vedono come vittime flora, fauna e ambienti da salvaguardare.
Vi posto alcune righe di presentazione tratte dal suo blog:

Con oggi ha inizio la mia avventura nel mondo dei blogger. Qualche tempo fa non avevo neppure idea di cosa fosse un blog, e mai avrei pensato che prima o poi io stessa avrei potuto aprirne uno. Prima o poi vi capiterà, per un motivo o per un altro di entrare in questo spazio: molti lo apprezzeranno (spero), altri guarderanno e passeranno oltre, qulacuno si affezzionerà...comunque ritengo doveroso presentarlo nel migliore dei modi a tutti voi.

Per chi ha la voglia, il piacere o solo la curiosità di leggere cosa ha da dire Sefora nel suo blog, questo è il suo indirizzo: http://mammaterra.blogspot.com/

Buona fortuna Sefi!
Emiliano

venerdì 1 febbraio 2008

Austria: uccidere gli orsi si può!!!

Il parlamento tirolese in Austria, ieri ha deciso di approvare una legge per la quale è possibile abbattere gli orsi che dall'Alto Adige sconfineranno fin verso il loro territorio.
Credo che questa legge sia immorale ed ingiusta anche nei confronti delle specie protette in primo luogo e nei confronti dell'Italia in secondo luogo. Infatti il nostro paese da anni lavora per la ripopolazione di questi animali, che ricordo sono in via di estinzione. Loro parlano di sicurezza per le persone, ma in Abruzzo da anni si "convive pacificamente" tra orsi e cittadini dei paesi nel parco nazionale d'Abruzzo, dove anzi la loro presenza è diventata fonte di guadagno per quelle popolazioni.
Spero che vengano prese iniziative a tal proposito. Alcune associazioni ambientaliste e molte persone comuni si sono già mobilitate per evitare che si ripeti il delitto commeso lo scorso anno nei confronti di "Bruno", l'orso che era sconfinato in Baviera e che è stato ucciso legalmente da un cacciatore incaricato dal governatore bavarese. Io stesso su questo blog proporrò iniziative, in sinergia con il blog dell'orso bruno, per tentare di fermare questa legge.
Si accettano proposte su come intervenire e mobilitarci.
Ciao e a presto.
Emiliano

martedì 30 ottobre 2007

Animali selvatici...alle porte

Col titolo in questione, un po' ambiguo per la verità, volevo affrontare un tema che chi vive in campagna, magari spesso si trova ad affrontare e del quale spesso può trovarsi impreparato.
In inverno è facile trovarsi in giardino animali selvatici in difficoltà, che arrancano per trovarsi un pasto. Spesso si tratta di ricci o di piccoli volatili in difficoltà. Non tutti sanno come affrontare la situazione. Una cosa molto semplice che si può fare per questi animali è dare loro del cibo.
Il riccio per esempio è un animale notturno e si muove soprattutto alla ricerca di piccoli insetti o di frutta di stagione, come le mele. Siccome il periodo riproduttivo va da giugno a settembre, può succedere che i cuccioli più piccoli non ce la facciano ad avere uno sviluppo completo entro la fine dell'autunno, trovandosi così in difficoltà l'inverno. Si possono aiutare fornendo un riparo sicuro magari nei catasti di legna o costruendo delle piccole tane con le tavole, consapevoli però che non sono animali stantii e quindi lasceranno il riparo non appena saranno in condizioni migliori e comunque se vi è la presenza di altri animali domestici che possano disturbare la loro quiete, loro tenderanno a andare via. Da mangiare possiamo dare dei piccoli pezzettini di carne fresca o degli spicchi di mela non sbucciata. In inverno i ricci rallentano molto il loro metabolismo e quindi tendono a muoversi meno. Non disturbateli, perchè creerete loro solo stress inutile.
Oltre i ricci spesso ci si può imbattere in uccellini infreddoliti o affamati. La cosa migliore da fare è dargli dei pezzettini di frutta di stagione oppure delle sementi piccole o delle larve per i meno schizzinosi! Si possono creare dei veri e propri mangiatoie per uccellini fatti con un sottovaso un un bastone, da appendere su un albero o in balcone o sul tetto, nel quale riporvi quanto detto prima, cosicché i volatili possano andare a rifocillarsi. In ogni caso è bene sapere che gli uccelli si nutrono di bacche dei rovi e cespugli, frutti secchi, castagne, semi, semini delle pigne di abete, e tutto quanto boschi e montagne sono in grado di offrirgli, per cui rispettando questo habitat lascerete le riserve di cui hanno bisogno per sopravvivere in inverno.
Può capitare di imbattersi in degli scoiattoli. In quel caso un po di frutta secca come noci, bacche, ghiande, castagne, nocciole, ecc..., sono un sicuro ristoro per questi piccoli animali che hanno bisogno di molte calorie per superare l'inverno.
Per qualsiasi tipo di informazione o se vi imbattete in animali più difficili da accudire come rapaci , volpi, tassi ecc..., c'è un organizzazione che si occupa della salvaguardia degli animali selvatici, che ha il suo centro a Modena e altri centri minori in provincia tra Modena e Reggio Emilia, che si chiama "il pettirosso" , gestito da volontari che risponde in caso di bisogno ai numeri 339-8183676 oppure 339-3535192.

Autunno, tempo di castagne

L'autunno si sà, con i primi freddi, le piogge abbondanti e le giornate più corte, ci dà quel senso di torpore e di voglia di stare a casa a poltrire, magari di fronte ad un camino acceso. Però ci regala anche molti frutti e prodotti tipici, come bacche, noci, nocciole, funghi, olive, olio, vino nuovo, miele e castagne appunto!
Il castagno è un albero molto antico che cresceva su una vasta area che comprende tutta l'Europa meridionale, alcune località dell'Asia Minore, la costa settentrionale della Turchia, la Grecia, l'Algeria, la penisola balcanica, l'Austria fino ai Carpazi. Può essere trovato fossile anche in Germania, Inghilterra e Svezia, ma in queste regioni è stato importato dall'uomo. Ne esistono numerose varietà. Il castagno europeo e' una pianta longeva che può vivere oltre i mille anni. Il suo sviluppo è inizialmente molto lento e raggiunge il suo splendore vegetativo intorno ai 50 anni. E' una pianta che tende a crescere arrivando ad altezze di 30 metri, con tronchi di circonferenza talora imponenti, chioma espansa e molto ramificata, foglie caduche, di forma affusolata, a margine seghettato, di colore verde intenso e lucide, più chiare nella parte inferiore. Le infiorescenze maschili sono rappresentate da spighe lunghe 10-20 cm di color giallo-verdastro. Quelle femminili sono costituite da fiori singoli o riuniti a gruppi di 2-3 posti alla base delle infiorescenze maschili. La fioritura si ha in piena estate. Ama i climi temperati e gli spazi illuminati dal sole, pur sopportando freddi invernali anche molto intensi.
Predilige i terreni acidi profondi, fertili e ben drenati e non molto pietrosi.
I suoi frutti, sono le castagne che si distinguono dai marroni, perchè di origine più selvatica, sono piccole e in genere in numero di 3 in un solo riccio. I marroni invece sono frutto di anni di coltivazioni e allevamento e sono più grandi e sono singoli in ogni riccio.
Questo è il periodo dell'anno in cui si raccolgono, per cui individuata la zona più vicina a voi ricca di boschi di castagno e armati di buona pazienza, di scarponi per il fango, ceste e io consiglio un berrettino che protegga da eventuali cadute di ricci sulla testa molto sgradevoli, mettiamoci in marcia per una bella raccolta o se non altro approfittiamone per una bella passeggiata nel bosco ossigenante e riposante alla riscoperta di queste tradizioni un po ancestrali.
Una volta raccolte la conservazione delle castagne prevede un trattamento con messa a mollo in acqua per una settimana dieci giorni circa, dopodiché una buona asciugatura e quindi la conservazione in un luogo fresco e asciutto in sacchi o ceste in cui sia possibile il passaggio di aria. In questo modo possono resistere per quasi tutto l'inverno.
Ci sono molti modi per cucinarle, come per esempio bollite oppure fatte essiccare e macinate per farne della farina con la quale è possibile confezionare torte (castagnaccio), frittelle di castagne, crepes, mousse, polenta. Personalmente però le adoro arrostite sul fuoco in una padella bucherellata, ma in mancanza di camino vanno bene anche al forno. La cottura al forno tende ad essiccarle molto, rispetto al fuoco diretto, per cui è consigliabile lasciarle cuocere ad una temperatura di 220°C per una mezz'ora o meno a seconda della grandezza. In genere accompagnare le castagne arrosto con un bicchiere di vino rosso giovane, fruttato e non molto forte, rende il pasto molto più ricco e saporito.
Non tutti sanno che le castagne arrosto restano spesso sullo stomaco per via della così detta reazione di Maillard (dallo scopritore della reazione) e cioè una trasformazione delle proteine che avviene in tutti gli alimenti che contengono zucchero (soprattutto glucosio) e proteine, ed è favorita da calore, luce, metalli, ambiente leggermente basico.
La reazione di Maillard dà origine a composti di varia natura, che a seconda della situazione possono dare caratteristiche positive o negative all'alimento.
Nel latte sterilizzato, per esempio, contribuiscono a dare lo sgradevole sapore di cotto e il colore grigio.
In altri casi, come nel pane tostato, nel caffè e nell'orzo tostato sono responsabili dell'aroma piacevole di questi alimenti.
Dal punto di vista nutrizionale, le caratteristiche sono tutte negative, sebbene il fenomeno, generalmente, interessa solo una piccola parte dell'alimento e di fatto, quantitativamente, può essere trascurabile. Si ha infatti la perdita dell'amminoacidi lisina; l'effetto (presunto da alcuni autori) di alcuni prodotti intermedi della reazione che inibirebbe l'assorbimento intestinale di amminoacidi; l'indurimento del prodotto e la diminuzione della digeribilità delle proteine coinvolte dalla reazione.
La reazione di Maillard avviene anche nelle cellule vive ed è un fattore che determina l'invecchiamento delle cellule. Infatti i prodotti terminali della reazione si accumulano nei tessuti e ne alterano l'elasticità, a causa dei legami che formano con le molecole di collageno.
A questo punto non mi resta che salutarvi e augurarvi buon appetito!