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lunedì 24 dicembre 2007

Introdotti altri 9 cervi nel Gran Sasso.

Ciao a tutti. Colgo l'occasione di questo articolo per augurare a tutti un felice Natale e un inizio di anno nuovo scoppiettante!!!

E' sicuramente un buon Natale anche per il parco Gran Sasso e Monti dell Laga, che ha visto la reintroduzione (progetto cominciato già da due anni) di nove cervi dell'Appennino tosco-emiliano, liberati in localita' Valle d'Angri di Farindola (PE). Si tratta di due maschi adulti di oltre 200 Kg, un giovane maschio, 4 femmine adulte e 2 piccoli. Sono stati catturati e poi rilasciati dalla ditta specializzata Dream Italia di Arezzo, nel Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone e vanno ad aggiungersi all'altra decina di esemplari reintrodotti negli ultimi due anni nella stessa zona.

Tale zona è già stata popolata negli anni scorsi anche dei camosci, che vivono però a quote superiori e che si possono incontrare in quota sul monte camicia, se si ha fortuna però!

Buona notizia questa. Quindi armatevi di binocolo e chissà che passeggiando nei boschi di Farindola non si incontri un grande cervo!?

Buon Natale a tutti.

Emiliano

domenica 4 novembre 2007

Sul monte Cimone, nel parco del Frignano (Modena)

Il monte Cimone è la montagna di riferimento del parco del Frignano ed è una delle aree sciistiche più importanti dell'Emilia Romagna.
Il Parco del Frignano si trova in provincia di Modena sull'appennino e si estende per circa 15.000 ettari sul territorio dei Comuni di Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola.
L’area protetta comprende tutto il tratto di crinale modenese, offrendo ambienti molto diversificati e di notevole valore naturalistico, spaziando dai 500 metri s.l.m. sino agli oltre 2000 metri.
Il comune di riferimento del parco è Pavullo nel Frignano (16000 abitanti circa), che sorge a 686 metri s.l.m. è situato a metà strada tra la pianura e l'alto Appennino modenese ed è facilmente raggiungibile sia da Modena che da Bologna percorrendo la Via Estense. Si connota come il comune più vasto ed importante dell'Appennino modenese, una vera e propria "città montana", ove ha sede la Comunità Montana del Frignano.
L'escursione più bella dal punto di vista paesaggistico è raggiungere la vetta del monte Cimone a 2165 metri di altezza. Il Tempo di percorrenza è di crca 6-7 ore tra andata e ritorno, con dislivello di circa 1000m. Risulta pertanto impegnativo.
Il Cimone è la montagna più alta dell’Appennino settentrionale. Si erge su una dorsale isolata rispetto allo spartiacque appenninico dominando l’intero territorio del Parco. Si trova vicino al confine con la provincia di Pistoia in Toscana. L’itinerario consigliato per la salita è piuttosto lungo e faticoso, ma molto panoramico e attraversa ambienti intatti e rappresentativi dell’area. Il percorso ha inizio da Bellagamba, piccolo abitato nel comune di Fiumalbo. Si segue il tracciato fino al primo bivio, da qui si prosegue a sinistra sul sentiero CAI 493, fino ad incontrare il Rio Acquicciola, guadato il quale ha inizio la lunga salita nel bosco verso la dorsale sud ovest del Monte Lagoni, dove, negli ampi terreni aperti che si alternano ai boschetti, nella tarda estate è possibile osservare bellissime fioriture di calluna e carlina bianca. A circa 1700 mt. di altitudine il sentiero esce dal bosco, mostrando il tipico ambiente di alta quota: splendide praterie che si alternano a fasce rocciose. Il percorso diventa qui estremamente panoramico, l’ambiente è alpestre e severo, il cono del Cimone incombe, ormai vicino; a sud il monte Libro Aperto presenta, evidentissime, le tracce degli antichi ghiacciai: circhi, pianori, accumuli morenici. Si prosegue verso nord sul sentiero CAI 447 su un terreno argilloso e nerastro, si sfiora la sommità del Monte Piazza prima di incontrare nuovamente le rocce arenacee nella cresta rocciosa che sale ripidamente fino al Monte Cimoncino. Da qui al Cimone è un breve saliscendi fino alla cappella dedicata alla Madonna della Neve. Il paesaggio è di una vastità sconcertante. In una giornata limpida si potrà abbracciare con lo sguardo tutta l’Italia settentrionale e gran parte di quella centrale, comprese le isole dell’arcipelago toscano e la Corsica; con l’aiuto di un binocolo la vista si estenderà fino alle coste dell’Istria, alle cime alpine e a sud est fino al Monte Amiata e al Terminillo. Per il ritorno si presentano due alternative: la prima consta nel percorrere a ritroso l’itinerario dell’andata; la seconda, consigliata a forti camminatori, consiste nell’imboccare il sentiero CAI 489 che sale da Doccia che, dopo una breve discesa nel bosco, si apre nella stupenda conca del Padule il Piano con i suoi numerosi ruscelli e i grandi faggi sopravvissuti al tempo e alle intemperie. Qui il sentiero diventa un viottolo ben marcato che scende rapidamente verso Doccia lungo una ripida e sassosa pista da sci di scarso valore paesaggistico.

venerdì 13 luglio 2007

I monti Cantari e la riserva naturale di Zompo lo schioppo


I monti Cantari costituiscono l'appendice meridionale dei Simbruini e sono compresi tra l'alto Aniene ed il Liri. Sono di struttura calcarea. Confinano a sud con i monti Ernici, col monte Pozzotello 1915m, sopra la stazione sciistica di Campo Catino, mentre ad ovest culminano col monte Viglio 2156m, dal quale subito dopo trovano origine i Simbruini col Monte Cotento 2014m, che ospita la stazione sciistica di Campo Staffi.

Il monte Viglio è la montagna più alta della dorsale sub appenninica laziale.

Alla base del Viglio, in Abruzzo nel comune di Morino (Aq), troviamo la riserva naturale "Zompo lo Schioppo", un'oasi molto bella che parte dai 700m di quota fino alle cime più alte, caratterizzata da ruscelli di acqua cristallina che sfociano in una cascata suggestiva. In tale area è possibile ritrovare specie animali come il picchio, il falco pellegrino, il gufo reale, per arrivare al lupo e l'orso marsicano.
La riserva inoltre è caratterizzata da un'ampia copertura boschiva, costituita soprattutto da faggio. Sono moltissime poi le specie erbicole con spettacolari fioriture in primavera.